Tendenze: scarpe da sposa colorate

Scarpe e bouquet sposa abbinati.

Quando il matrimonio è passato, i dettagli pian piano tornano alla memoria.

Le foto ovviamente ci aiutano.

Scarpe e bouquet sposa abbinati.Scarpe da sposa e bouquet in coordinato

Direi che la mia tecnica di abbinare scarpe a bouquet per dare un tono di modernità e colore al mio abito stile vintage, è stata un gran successo. E poi qualcosa di blu mi avrebbe portato fortuna, giusto? Non potevo non indossare un dettaglio di questa tonalità!

Vi piace il risultato? Che ne pensate delle scarpe da sposa colorate?

Ringrazio Mariantonietta Luongo per lo scatto by Storiedamessaafuoco!

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Acconciatura sposa. I consigli

Maiale vestito da sposa.

 

Maiale vestito da sposa.

l’80% del tuo aspetto, quel giorno, lo faranno i capelli. Vedi un po’ tu se non ti conviene leggere questo post!

Acconciatura sposa

Cara amica futura sposa, nella checkilist per l’ organizzazione del tuo matrimonio sei arrivata al punto Acconciatura sposa? Bene, ti serviranno dei consigli e degli avvertimenti al riguardo.

Come immaginerai, scegliere l’acconciatura adatta per il tuo matrimonio non è una passeggiata. Una serie di dubbi amletici attanagliano ogni donna quando si arriva a questa delicatissima fase. Ti porrai domande tipo:

Quel giorno voglio assomigliare ad una principessa oppure ad una diva di Hollywood? A Kate  Middleton oppure a Pamela Prati? 

Tra 20 anni voglio riconoscermi nelle foto? O preferisco dire in giro che avevo pagato una controfigura?

Come faccio a non coprire con i capelli la scollatura dell’abito da sposa ma, allo stesso tempo, nascondere le orecchie a sventola ereditate dallo zio Peppino?

E il bello è che tutti questi interrogativi e tutti questi dubbi andranno a farsi friggere quando incontrerai lui, il parrucchiere prescelto per la missione. Sì perché lui ( o lei) ti ascolterà, ti rassicurerà, ti proporrà pettinature sofisticate o stili semplici e disinvolti. Ti farà vedere foto di modelle audaci sull’ Ipad, dimostrando un apprezzabile piglio tecnologico. Ti pregherà di creare una lista di gradimento e dare un voto ad ogni foto trovata su Pinterest, per capire davvero che cosa tu abbia in mente. Ti consiglierà in base alla forma del viso, all’ altezza degli zigomi e della fronte, ma vedrai, il risultato, qualsiasi siano le tue indicazioni, sarà sempre questo.

Miss Piggy dei Muppets.

Hai mai notato che le spose, gira e rigira, assomigliano sempre a lei? Probabilmente c’è una circolare del Ministero che transita tra gli Hair Stylist italiani, o forse Miss Piggy è un evergreen, un’icona di bellezza intramontabile, fatto sta che, il giorno delle tue nozze, bene o male, sarai la sua fotocopia.

Lo capirai quando andrai a fare la prova acconciatura sposa. Senza che tu lo richieda, ai tuoi capelli sarà fatta una piega con dei boccoli. Puoi anche provare a dire ”Ma io veramente non voglio i capelli ricci”, ma lì, nel salone, ti risponderanno che sanno quello che fanno e che questa è solo una base. In quel momento avrai il terrore che il risultato somigli ad un’impalcatura di alto pregio ingegneristico e architettonico che, per quanto indistruttubile,  tu di certo non desideri avere in testa proprio il giorno delle tue nozze. E allora proverai a spiegare questa tua ferma convinzione. Lo specialista dei capelli farà le sue manovre e, pian piano, vedrai che, tra una cotonatura, un boccolo per creare volume, un’ extension per capelli, ma non quelle finte com’erano una volta, non ti preoccupare, ma quelle di ultima generazione di chioma vera con le clip clap che quando apri fa clip e quando chiudi fa clap, l’impalcatura crescerà fino a salire, su, dritta in direzione cielo. Altro che edifici gotici. Guglie e pinnacoli faranno un baffo alle tue ciocche che, come una pianta rampicante, ben sistemate e laccate, mireranno a raggiungere dio in persona. E se avevi in mente uno stile spettinato da ammaliatrice, puoi anche risparmiarti di farlo presente. La reazione potrebbe essere questa: il silenzio assoluto di tutto il salone di bellezza al completo (clienti inclusi) che, come in una sit com americana, si gireranno in un attimo verso di te, e all’unisono emetteranno un sibilo di disapprovazione. Perché non puoi rivolgerti ad un Hair Stylist e pretendere che ti lasci spettinata, che non ti sistemi ogni minima ciocca di capelli, che non ti lucidi a dovere la capoccia. Tu non puoi. E allora a cosa serve pagare tanto money per una sola acconciatura, da utilizzare per un solo e unico giorno, se alla fine non è neanche quello che avevi in mente?

Prima di rispondere a questa domanda, chiediti anche se il giorno del tuo matrimonio, tra agitazione tua e panico generale di amici e parenti, saresti in grado di pettinarti e acconciarti da sola. Chiediti anche se hai una cugina, così brava, che anche senza mai aver studiato o fatto corsi in tal senso, saprebbe aiutarti con i capelli quel giorno, e rispettare i tempi, e farti arrivare in chiesa in orario, e assicurarti che la pettinatura non si sciupi dopo 15 minuti. Chiediti tutto ciò e datti una risposta alla domanda posta in origine. Probabilmente capirai che è un altro dei compromessi ai quali devi sottostare pur di sposarti. Perché tu quell’uomo, alla fine, lo ami e anche se lui non saprà mai cosa hai dovuto sopportare in questo periodo di preparativi, anche se lui penserà sempre che “le donne si divertono a organizzare”, tu vuoi davvero che sia tuo marito per tutta la vita. Ecco pensa a questo, affidati al tuo Hair Stylist e che dio te la mandi buona.

Prova acconciatura sposa: Informazioni utili

Ed ora qualche info utile per non finire come la mitica porcellina dei Muppets.

Ti interesserà sapere quanto costa un’acconciatura da sposa. Ti posso dire che varia in base al parrucchiere, ma facendo una media, ti chiederanno dai 150 euro ai 500. Ebbene sì. I più economici includono un’intera revisione della testata. E con questo intendo prove acconciature mesi prima, taglio e colore una settimana prima delle nozze, servizio a domicilio durante il giorno del matrimonio. Altri invece ti chiederanno di pagare a parte tutti questi servizi. Difficilmente includeranno la piega di tua madre, di tua suocera, di tua sorella, della tua testimone e via dicendo. Io ti avverto. Per le extension, in genere, c’è un sovraprezzo.

Quando ti informerai per capire quale parrucchiere scegliere ricordati di:

  • Chiedere se il prezzo dell’acconciatura è inteso comprensivo di iva (eviterai brutte sorprese).
  • Chiedere se le eventuali extension sono incluse nel prezzo (alcuni ti fanno lasciare una caparra di circa 100 euro che ti verrà restituita se riporti loro sane e salve le ciocche finte).
  • Portare ad esempio anche foto di acconciature trovate da te.
  • Portare ad esempio negativo la foto della nostra simpatica amica porcellina.

Mi ringrazierai.

E tu che esperienze hai avuto con la Prova parrucco?

Liste regalo online per lieti eventi. 2 servizi a confronto

Dal web due servizi di Wishlist e Liste regalo on line che cambiano la vita degli utenti e il concetto stesso di dono per un lieto evento.

Liste regalo online. I desideri si realizzano

“I sogni son desideri di felicità” cantava Cenerentola qualche decennio fa. Certamente non aveva a disposizione Internet come oggi lo abbiamo noi ed ottenere ciò che desiderava significava, quantomeno avere una fata madrina.

La nostra si chiama “Web”, ma sono sicura che ancora non hai considerato un aspetto molto importante della Rete. Qualcosa che renderà tutto ancora più semplice e ti permetterà di ottenere davvero ciò che desideri.

liste regalo online.In questo blog abbiamo spesso parlato di tecnologie, applicazioni web, social network ma anche di eventi speciali come matrimoni e compleanni. Ebbene, il problema rimane ancora uno: il regalo. Con i ritmi odierni, sia riceverlo che farlo non è sempre una gioia, talvolta è addirittura una vera e propria seccatura. Il rischio è quello di regalare un presente non gradito, un doppione o, peggio ancora, di riceverlo. Le liste regalo in parte hanno risolto questo disagio. Purtroppo però rimane la scomodità di doversi recare presso il negozio in cui è stata aperta la lista per versare il denaro, o dover raccogliere i soldi degli amici, o ancora c’è l’onere di rintracciare parenti e affini per informarli dell’apertura della lista.

Oggi ti voglio presentare due servizi di Liste regalo online che potrebbero cambiare la tua vita.

Fai acquisti online? Utilizzi i social network come ad esempio Facebook? Oppure no! Ecco, ti conviene iniziare, se non altro per realizzare i tuoi desideri in occasione di eventi speciali come matrimoni, battesimi, compleanni, ecc.

Con le liste regalo online o Wishlist è possibile risparmiare tempo ed assicurare il successo dell’intera operazione regalo. Ti faccio un esempio. Diventi genitore e hai bisogno di tantissime cose per il tuo piccolino. Con la Lista Nascita di Nidodigrazia oppure attraverso la Wishlist di My Special Gift, hai la possibilità di creare, direttamente online e comodamente da casa tua, la tua lista dei desideri. Ma non finisce qui! La puoi condividere tramite email o social network con i tuoi amici e parenti, che a loro volta potranno consultare la lista, decidere in autonomia cosa regalarti e versare il denaro direttamente tramite Internet. In pochi click, tutti vissero felici e contenti.

Liste nascita e Battesimo Nidodigrazia.

Due servizi di wishlist online a confronto

Sei curioso di capire meglio di cosa sto parlando? Ho pensato di presentare questi due rivoluzionari servizi web attraverso una Doppia Intervista. E così Cosimo Nicolazzo (CEO di MSG), ci spiegherà meglio le potenzialità di My Special Gift, mentre Francesco Regalia (Titolare di www.nidodigrazia.it), ci presenterà il servizio Liste Nascite e Battesimi.

In cosa consiste il servizio che oggi ci vuoi presentare e qual è il suo principale e reale vantaggio?

Cosimo MySpecialGift: My Special Gift è un social commerce. In questo duo di parole è racchiusa la sua identità sociale, legata anche allo shopping. In poche parole, la piattaforma permette di creare wishlist, luoghi virtuali nei quali raccogliere tutto ciò che si desidera, dal viaggio a un pezzo di design per la propria casa, da un prodotto hi-tech a un gioco per bambini. Non solo, ognuno può integrare nella lista dei desideri i prodotti dello shop di My Special Gift, Unconventional Gift, oppure di altri e-commerce. L’idea è ottenere il regalo perfetto senza stress, soprattutto per chi il regalo lo deve fare. Per questo, e qui entra in gioco l’anima social, il creatore della wishlist può, se vuole, connetterla a un evento importante (compleanno, laurea, matrimonio, nascita bebè) e invitare gli amici a partecipare con una quota regalo, attraverso i social. Ci siamo informati molto e sappiamo con certezza che esiste un’alta percentuale di persone che attua il re-gifting, mettendo in vendita su ebay, per esempio, i regali inutili o che non piacciono. Esistono anche gli swap party per il baratto di oggetti. Evitare i regali inutili si può: stilando una wishlist e condividendola online tutti sapranno cosa l’altro desidera ricevere. Un’altra cosa molto interessante riguarda l’appeal delle wishlist. Chi crea le liste dei desideri può ricevere attenzione da parte di altri user e imporsi come trend hunter: i desideri possono essere ispiratori ed essere condivisi da altri utenti/creatori di liste.

Francesco (Nidodigrazia): L’ecommerce Nidodigrazia è nato nel 2000 e trae la sua forza dall’esistenza di un vero e proprio negozio situato a Busto Arsizio (Va), nonché dal sapiente utilizzo, in concomitanza, della realtà fisica e di quella virtuale. Mi spiego meglio. Dal 1945 ci occupiamo di prodotti per la prima infanzia e le mamme. La nostra esperienza di operatori specializzati del settore, l’abbiamo voluta mettere a disposizione anche online. Il nostro ecommerce vanta infatti un portafoglio di ben 14.000 articoli, tutti dedicati a mamme e bambini e, al di là dell’aspetto virtuale, non c’è consiglio o informazione, non c’è assistenza pre e post vendita che ci esimiamo dal dare ai nostri clienti o utenti online. Più canali, ma sempre la stessa professionalità a disposizione del neo genitore. Premesso questo, il nostro servizio Lista Nascita o Battesimo, offre la possibilità di selezionare, tra i prodotti del nostro Store On Line, quelli che piacerebbe ricevere in regalo per festeggiare un lieto evento, legato ad una nuova vita che arriva in famiglia.

Chi può utilizzare il servizio di “Liste regalo”?

Cosimo MySpecialGift: Tutti, nessuno escluso. Il giovane teen che googlando scopre di continuo oggetti nuovi e interessanti da integrare in un’ipotetica wishlist. Il globetrotter che non desidera altro che viaggiare e che, per il suo compleanno, ha messo in lista una nuova meta viaggio. Si può pensare, per esempio, di segmentare il viaggio in piccole parti o pacchetti: il volo di andata o quello di ritorno, le escursioni, le visite al museo, i transfer, l’alloggio. I promessi sposi possono creare una lista nozze, i futuri genitori possono organizzare un baby shower e creare una lista ad hoc, così può fare il laureato per la sua festa. Anche gli amici possono creare un evento e raccogliere online le quote regalo per una particolare ricorrenza, sia un compleanno o lo scatto di carriera dell’amico.

Francesco (Nidodigrazia): Il servizio può essere utilizzato indistintamente da neo genitori, loro amici e parenti. Spesso capita di non sapere cosa regalare, si perde tantissimo tempo a cercare il regalo giusto e poi? Il risultato non è neanche assicurato. Qualcuno oggi acquisita i regali su Internet, ma c’è sempre l’incertezza sui tempi di consegna o sulla riuscita del dono. Il nostro servizio di Liste Nascita o Battesimo invece, garantisce praticità nelle modalità di scelta e acquisto, ma anche risultati da favola! Nel senso che i desideri dei neo genitori si realizzano per davvero.

Immagini di lieti eventi.

Come funziona nello specifico?

Cosimo MySpecialGift: L’uso di My Special Gift è molto semplice, in tre step: creare la wishlist inserendo oggetti tramite altri e-commerce, dal market place Unconventional Gift o con widegt web (in fase di lavorazione), connettere la lista a un evento, invitare gli amici a partecipare. Qui, nella voce Come funziona, è tutto ben riassunto.

Francesco (Nidodigrazia): Utilizzare il servizio è facilissimo. Per creare una lista è semplicemente necessario registrarsi gratuitamente al sito web, navigare e, in un click, aggiungere ad una nuova Lista i prodotti desiderati. Poi, in maniera veloce ed automizzata, comunicare a parenti e amici il Codice Lista per potervi partecipare. Infine, gestire e monitorare, in completa automonia, la lista creata. Il risultato? Gli articoli desiderati arrivano a casa, quando lo si deridera e senza aggiungere spese di spedizione! Come ho già accennato, chi invece partecipa alla lista, lo fa, molto semplicemente attraverso un Codice ad hoc che gli è stato fornito.

Per quali eventi si possono creare liste regalo?

Cosimo MySpecialGift: Non c’è limite ai pretesti per cui creare una wishlist. Puoi crearla, indipendentemente da un evento, raccogliere lì tutto ciò che trovi in rete e ti piace. Se festeggi il compleanno o la laurea, se hai appena comprato casa nuova, se stai per avere un figlio, se stai per sposarti.

Francesco (Nidodigrazia): Principalmente per eventi come Nascita e Battesimo di un bimbo o bimba, ma nessuno vieta di creare una lista anche per il compleanno del piccolo oppure per la sua mamma che, magari, ha bisogno di tanti prodotti di qualità per il suo bambino.

Ci fai un esempio pratico?

Cosimo MySpecialGift: Manuela Vitulli una travel blogger ha dedicato un articolo a My Special Gift, raccontando quanto per lei il viaggio sia vitale. Se, ai tempi della sua laurea, ci fosse stato un servizio simile, avrebbe sicuramente creato una wishlist connessa all’evento “Laurea”  e, condividendolo con amici e parenti, avrebbe raccolto quote regalo per avverare il suo sogno, con la meta viaggio di turno.

Francesco (Nidodigrazia): Beh, anch’io sono papà e, fino a qualche anno fa, i miei amici  e parenti dovevano venire da me in negozio per aprire una lista o gestire la questione regali per un lieto evento. Oggi noto con piacere che aprono liste direttamente dal mio sito web e mi ringraziano per aver semplificato loro la vita. Detto dai tuoi stessi amici o famigliari, di solito i più veri e quindi i più critici, è davvero una soddisfazione. Vuol dire che il servizio funziona ed è realmente utile.

Pensi che il tuo servizio di Lista regalo sia in competizione con l’altro?

Cosimo MySpecialGift: No, affatto. Su My Special Gift hai la possibilità di desiderare in libertà. Nella tua wishlist puoi inserire quello che più ti piace: ispirazioni dal nostro market place, ispirazioni dalla rete e da altri e-commerce, come questo per la creazione di liste battesimo, integrazione, con widget web, di oggetti visti durante lo shopping convenzionale.

Francesco (Nidodigrazia): No, anzi! Nelle loro wishlist si possono inserire anche prodotti che provengono dal nostro ecommerce. E poi, visto che il nostro lavoro lo dedichiamo alle famiglie, meglio che ci siano Liste regalo online per tutti i tipi di eventi. Il web è stupendo proprio perché la competizione è davvero sana e fare rete è più facile.

Che dirvi, ragazzi! Penso a tutte le sposine che mi leggono, che stanno organizzando il loro matrimonio, che festeggeranno compleanni, battesimi e nascite di meravigliosi bimbi (tutti nipotini miei ovviamente). Sono felice di aver dato voce a due grandi progetti come i vostri. Vi ringrazio di aver risposto alle mie domande e vi auguro in bocca al lupo per la vostra attività online!

Cosimo MySpecialGift: Crediamo che un bel regalo renda felici. Se gli amici non sanno cosa desideri, rischieranno di sbagliare. Con la wishlist online rendi noto quello che vuoi. Così la soddisfazione è doppia, per te e i tuoi amici. Grazie a te e buoni desideri a tutti!

Francesco (Nidodigrazia): Grazie a te Zia che ci hai ospitato nel tuo blog-salotto! Internet ha così tante potenzialità che bisogna farle conoscere.e ci auguriamo davvero che le wishlist dei tuoi amici e nipotini siano tantissime. Vorrà dire che ci sono tanti felici eventi da festeggiare!

E per te che mi leggi e che stai pensando di rinnovare il tuo modus operandi in tema regali e party, ecco qui i riferimenti che potrebbero servirti! Contento?

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Corso prematrimoniale.Dove, quando, come e perché???

Coppia che si tiene per mano al tramonto.

E alla fine del corso andiamo tutti in pizzeria insieme!
Questa la promessa del parroco al primo incontro del corso prematrimoniale.
Al terzo una chierichetta ci dice che il parroco, invece di andare in pizzeria, preferiva portare un vassoio di pasticcini durante l’ultimo incontro.
All’ottavo e ultimo appuntamento ci parla per 10 minuti e poi fa: “Beh, è finito. Visto, rapido e indolore.” E mentre increduli, noi futuri sposi ci salutavamo, sento “Ehi, ehi Cinzia, io vado, quando finite di salutarvi spegni la luce. Ci vediamo tra 8 mesi al matrimonio!”
Lo chiamavano Flash. E lo chiamavano pure Andate a festeggiare da soli che io ho da fare.Coppia che si tiene per mano al tramonto.

7 cose da sapere sul corso prematrimoniale

Il Corso Prematrimoniale è una bella incognita per le coppie in procinto di sposarsi. Molti di voi si chiedono in cosa consista, come e dove si frequenta, c’è un attestato, un primo della classe? Beh, io qualcosa dalla mia esperienza l’ho capita e ve la voglio raccontare.

1. È una catechesi dalla durata variabile

Ogni parroco decide a priori quanto durerà e in cosa consiste il Corso prematrimoniale. Io ne ho frequentato uno della durata di 8 incontri (uno a settimana), da tre quarti d’ora l’uno. Si trattava di un approfondimento sull’amore coniugale sotto diversi punti di vista. Ecco perché, ad ogni incontro, vi era un relatore diverso che aveva a disposizione 45 minuti per spigarci qualcosa e darci spunti di riflessione. Abbiamo incontrato una coppia sposata da tanti anni, un ginecologo, uno psicologo ed altre figure professionali che hanno raccontato l’Amore di coppia secondo il proprio punto di vista, secondo i principi della propria professione e quelli del Cristianesimo. Noiosetto, ma fattibile.

2. Lo frequenta chi si sposa in Chiesa

Il Corso riguarda ed è obbligatorio solo per chi si sposa in Chiesa, secondo il rito cattolico cristiano. Per gli altri riti e le altre fedi non saprei dirvi, mi dispiace. Chi si sposa con il rito civile, comunque, è certamente esonerato dal frequentare il corso.

3. Lo puoi scegliere

Se hai scelto la Chiesa dove sarà celebrato il tuo matrimonio non è detto che tu debba frequentare il corso prematrimoniale per forza lì. E poi ci sono altri casi. Magari frequenti una parrocchia da sempre e ti sposerai nei suoi locali, ma questo non significa che tu debba frequentare il corso organizzato dal prete di quella comunità religiosa. Alcuni parroci ti diranno che, se ti sposi con loro, devi seguire il loro corso. Invece no. Per motivi vari (reali o immaginari) puoi benissimo dire che preferisci frequentare un corso altrove, ma che ti dispiace tanto (questo non dimenticare di dirlo!). Insomma la Chiesa dove si celebrerà il matrimonio non è quella presso la quale devi per forza frequentare il corso prematrimoniale.

4.Cerca info su Internet

Io ti consiglio di chiedere un po’ in giro nella tua città e di cercare informazioni su Internet. I forum dedicati al matrimonio sono utilissimi in questi casi. Trova la sezione dedicata agli sposi della tua Regione e chiedi numi. Io ho trovato dei pareri interessanti sul web che mi hanno aiutato nella scelta. Ovviamente cercavo un corso breve e svolto con metodologie giovanili. E l’ho trovato!

5. Esistono dei corsi full immersion, ma a pagamento

Il Corso Pre matrimoniale è assolutamente gratuito. Se qualcuno ti chiede soldi, c’è qualcosa che non va. Tuttavia, so che esistono dei corsi full immersion, della durata di un fine settimana, che richiedono un ritiro di tutte le coppie presso una struttura ecclesiastica (monasteri, conventi, abbazie). Luoghi immersi nella natura che ospitano i futuri sposi ma, mettendo a disposizione posti letto, pranzi e cene, chiedono un “rimborso spese” che varia da Corso a Corso. Catechesi del genere si svolgono in tutta Italia, quindi, soprattutto se hai problemi di organizzazione con il lavoro, cercane uno su Internet!

6.Informati per tempo

Il Corso è preparatorio al Matrimonio in Chiesa, che in prima istanza si svolge sotto forma di Promessa. La promessa si svolge qualche mese prima delle nozze, quindi il corso ancora prima. Insomma, appena decidi di fare il grande passo, questa del corso è la prima cosa su cui ti consiglio di prendere informazioni. C’è sempre modo di rimediare però, scegli un parroco e vai a parlarne di persona per sapere quando si svolgerà il prossimo ciclo di catechesi.

7. Preparati, ti spiegano come nascono i bambini

Ebbene sì! C’è sempre una prima volta. Una nota di colore che accomuna ogni Corso Prematrimoniale è la puntata “Come nascono i bambini”. Stai per sposarti, quindi rassegnati, te lo devono spiegare. Proprio come a scuola ci sono le slide sull’apparato genitale maschile e femminile, un tizio che diventa rosso e ti spiega tutto, e se al corso qualcuno mi somiglia, trovi anche la solita gente che ride come i deficienti, dall’ultimo banco. Durante questa lezione ti spiegheranno anche quali sono i metodi ammessi dalla Chiesa per non rimanere incinta. Eh sì, perché la Chiesa crea le sue leggi e poi anche gli stratagemmi per aggirarle. E le diffonde! Comunque roba da medioevo, quindi goditi più che altro la spiegazione. Ci sarà da ridere. Anche perché accade davvero di tutto. Gente che consiglia di appuntare i giorni di ovulazione femminile al pc in un file excell, gente che chiede i fattacci suoi riguardo il ciclo mestruale davanti a tutta la classe. Insomma, l’esperienza ti arricchisce e come! Di aneddoti da raccontare ne avrai tanti.

Verdone durante un film sul matrimonio.

5 cose da evitare durante il corso prematrimoniale

Ed ora passiamo ai consigli per non rendere questa esperienza più lunga del dovuto.

1. Tieni la bocca chiusa

Alla fine, o anche durante, ogni catechesi, ti chiederanno che cosa ne pensi a proposito di quello che si sta dicendo. E tu dentro di te lo sai, qualsiasi cosa, ma dico qualsiasi, si sia detto in quella stanza ( che la moglie deve essere fedele o è ‘na zocc****a; che se il marito tradisce è sempre colpa della zocc****a perché non si è presa cura di lui; che il matrimonio non è tuo ma dei tuoi genitori; che il film spaccateste che vi hanno fatto vedere è lo specchio della vita reale; che dopo il matrimonio nel letto non siete in 2 ma in 3 perché c’è lo Spirito Santo – attenzione, contiene citazioni reali-)..dicevo, qualsiasi, tu annuisci con la testa e sorridi. Basta questo. Annuisci e sorridi. Non così, di meno. Giusto quel tanto che serve a far credere che sei d’accordo. Salverà te e i tuoi compagni di avventura da altri 40 inutili minuti di conversazione fondamentalista.

2. Non sfidare la secchiona della classe

Beh capita a tutti di voler diventare il preferito della maestra. Nooo? E va bene. Solo a me, ho capito. Ecco il perché di quelle terribili occhiate da parte del mio compagno ogni volta che cercavo di intervenire. E comunque, per tutti quelli che, come me, hanno la sindrome da primo della classe, ricordate: al corso prematrimoniale, c’è sempre, e dico sempre, la secchiona di turno alla quale non vi potete minimamente paragonare. È in grado di zittirvi a suon di versetti del Vangelo.

Es.: Io: Beh, inutile nasconderlo, conviviamo!
Secchiona: “Tutti hanno peccato.” Romani 3.23
Io: L’insegnamento principale di Gesù?…l’amore???
Secchiona: “In verità, in verità vi dico: chi crede in me avrà la vita eterna”.
Io: Cosa mi aspetto dal mio matrimonio? Un bel viaggio di nozze su spiagge caraibiche..
Secchiona: “Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla. Su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce”. Salmo 22.
Evabbé hai vinto secchiona del cacchio! Tu, la tua faccia pallida, il tuo fermaglio per la coda e i tacchi 12 che ti metti per uscire il sabato sera.

3. Non coglionare la preghiera di fine incontro

È probabile che a fine incontro vi facciano recitare una preghiera in coro. Una di quelle filastrocche religiose che sanno di canzone di Tiziano Ferro. Sai, con le sillabe che si spezzano a fine rigo, accentate senza senso, e continuano come una poesiola dell’asilo pur di eseguire una tristissima rima baciata (Il tuo è un rosso/ relativo/  senza macchia d’amore ma adé/ Sso canterà dentro di té/ per la grand solitudine é/). Una di quelle preghiere stampata al pc e fotocopiata per mille anche se al corso siete in 8, da leggere a fatica perché il foglio ha le righe da fine inchiostro. Una di quelle cose che fa molto catechismo anni ‘90, insomma. Ecco, a me è capitata di doverla recitare e l’errore più grande è stato quello di farlo vicino al mio compagno che, ovviamente, per coglionare, la stava ripetendo a voce alta con la dedizione e il piglio di una collegiale di 12 anni. Ho iniziato a ridere senza remore al primo rigo e non ho finito neanche all’ultimo. Indovinate chi è stata etichettata come la sciroccata del gruppo? Appunto.

4. Se proprio ti addormenti

Evita di russare, sveglierai gli altri.

5. Prendi e porta a casa

Detto questo, potresti annoiarti, è vero, potresti non condividere tutto, ma alla fine considerala come un’esperienza da condividere con il tuo compagno e futuro sposo/a, il primo gradino verso il grande passo che insieme avete deciso di fare. No, non ce la faccio. È una rottura. Devi solo sperare di divertirti per le situazioni grottesche che si verificano durante il corso. E che il prete che lo organizza sia come quello che è capitato a me. Una persona giovanile e cosciente del fatto che bisognasse fare il minimo indispensabile, qualcosa di rapido e indolore. Insomma, prendi e porta a casa.
È una spunta in più sulla tua grande Checklist completa di tutte le cose che ti mancano per organizzare sto cavolo di matrimonio!

Ma chi ve li da dei consigli più utili? Chi???!!!

Con affetto e simpatia io ti là
Scio la firma mià
(Tiziano mio malgrado ti rendo orgogliosa)
la Zia

Genitori e smartphone. Piccoli digitali crescono

Nonni e genitori che imparano ad usare lo smartphone.

Una delle cose più tenere dei nostri tempi è sicuramente il connubio genitori-smartphone.

Una volta che ne diventano proprietari ritornano bambini e, ad un tratto, i ruoli in famiglia s’invertono. Come se la natura dicesse “Adesso tocca a te occuparti di loro“.

E alla natura come si fa a dire di no?!

E allora si inizia tutto daccapo. Le prime domande “Ma come si fa questo?”, i primi passi con il touch, i primi perché, le prime emoticon e, che soddisfazione nei loro occhi quando scoprono che Google, dal cellulare, funziona proprio come sul computer! Li vedi lí, tutti impegnati, armati di occhiali, la sera tarda, che leggono il giornale online preferito, le notizie su Wikipedia e persino i tuoi post!

Tutto è una scoperta entusiasmante e tu li guardi fiera, sapendo che stanno crescendo virtualmente. A volte si arrabbiano con la tecnologia e fa male non poter spiegare perché, se scade l’abbonamento Whatsapp, non possono pagare alla posta. Ma un giorno capiranno, speri. E poi arriva l’approccio vero con la messaggistica. Le prime catene di sant’Antonio, le prime immagini profilo ricavate da una foto ad una foto, i primi messaggi sgrammaticati, i primi gruppi “Famiglia” affollati. Ma tu li lasci fare, sperimentare e persino sbagliare, perché solo così impareranno dagli errori. Quegli errori così dolci che fanno tenerezza, che presto non faranno più, che ti mancheranno.

E allora ci sta che ti fai qualche screenshot del messaggio di papà che ti augura Buona giornata o della mamma che è esaltata per il tuo blog. Ci sta, perché passeranno anche questa fase e vorrai ricordare i loro progressi da piccoli nuovi digitali.

Fa strano. Allora è proprio vero che la vita è una ruota. E con la tecnologia di oggi, non c’è dubbio, gira molto velocemente.

Groupon: conviene?

Ce lo chiediamo spesso e oggi provo a dare una risposta. Le mie sono considerazioni da utente e da consumatrice, quindi ognuno ne faccia quel che vuole, come al solito.
Come funzionano Groupon e simili
Ormai sappiamo un po’ tutti come funzionano servizi come Groupon e similari. Il commerciante X chiama Groupon e spiega quale servizio o prodotto vuole mettere in offerta. Groupon valuta e, se decide che l’offerta è possibile, pubblica sul proprio sito la promozione o lo sconto che riguarda il prodotto o il servizio messo in offerta dall’azienda. Dal guadagno di ogni prodotto/servizio venduto tramite il sito di Groupon, una percentuale andrà al commerciante ed un’altra a Groupon. Di solito (se ho ben capito), la percentuale che va al commerciante è quella del 50% sul costo del prodotto offerto (prezzo non da listino). E questo cosa significa? Che il commerciante/azienda guadagna molto poco dal venduto, ma lui lo sa bene, poiché il vero guadagno è in termini di consolidamento dell’immagine aziendale e promozione a livello nazionale.
Quindi ricapitolando: Chi decide di usufruire di Groupon?
          Aziende e commercianti che vogliono allargare la propria fetta di mercato, raggiungere una nicchia, rafforzare l’immagine aziendale e farsi conoscere dai consumatori; attività commerciali neonate che hanno bisogno di pubblicità e sono disposte a guadagnare di meno all’inizio, pur di espandere il proprio pubblico di utenti.
          Consumatoriche necessitano di un prodotto o servizio difficilmente reperibile oppure a costo contenuto rispetto a quello di listino.
Il mio parere sulle offerte
Detto questo, passiamo alla valutazione delle offerte. Alcune molto allettanti, altre meno, a livello di costo, la vera convenienza di ognuna di esse si misura solo dopo averne usufruito. Ecco perché, dopo anni di utilizzo del servizio di Groupon, mi permetto di dire la mia.
Per quanto riguarda gli oggetti (prodotti di uso quotidiano e idee regalo), io ho acquistato, negli anni, diversi prodotti e devo dire, mi sono trovata abbastanza bene. Le spedizioni sono state lente, ma sono avvenute nella maniera descritta dal sito. Gli oggetti sono arrivati intatti e, cosa molto importante, corrispondevano, nella quantità e nelle fattezze, alle descrizioni effettuate, tramite immagini e parole, sul sito di Groupon.
  • Per quanto riguarda gli sconti per l’acquisto di prodotti o servizi da siti web, come lo sconto per l’acquisto online di stampe fotografiche, biancheria per la casa, idee regalo, ecc. (esempio: sconto del 70% per l’acquisto di stampe fotografiche su tela dal sito XXX), devo dire che ho notato che non sempre queste offerte sono convenienti. Per due semplici motivi.
1. I prezzi di listino dei prodotti da ordinare online sono sempre molto alti e quindi la percezione di risparmio è irrisoria. Se lo sconto è del 70%, ma poi il prezzo originario del prodotto è molto elevato, acquistando il coupon di Groupon ci sembrerà di risparmiare tantissimo, ma poi ci accorgeremo di aver comunque effettuato un acquisto oneroso. Per ovviare a questo problema è bene, dunque, visitare il sito web dell’azienda/e-commerce che vende il prodotto desiderato (raggiungibile dalla stessa pagina di offerta su Groupon) e verificare, prima ancora di ordinare il coupon, il prezzo di ciò che desideriamo acquistare. Avvertimento utile per chi ha il dito indice frenetico Je rischia di cliccare “acquista” su groupon prima di conoscere le effettive condizioni del servizio.
2. Le spedizioni spesso sono escluse. Quindi può capitare di trovare su Groupon uno sconto considerevole per l’acquisto di un prodotto da un e-commerce, ma poi di ricevere il “pacco-regalo salasso” sulle spese di spedizioni del sito web che propone l’oggetto in questione. Anche in questo caso, prima di pigiare, cari nipoti, accertatevi che le spedizioni siano incluse o abbiano un costo che siete disposti a sostenere.
  • Per quanto riguarda le offerte su viaggi, pacchetti benessere, visite mediche e coupon relativi a cene/pranzi/servizi di ristorazione, devo dire che, mentre sui viaggi non ho esperienze, sul resto mi sono fatta un’idea. Sono convinta che la convenienza di queste offerte dipenda dall’ azienda e non da Groupon. Peccato dunque, che non ci sia una sezioni “commenti degli utenti” come accade sulla maggior parte dei siti web (Amazon, TripAdvisor, ecc.) che permetta di rassicurare il consumatore attraverso i pareri di chi ha già acquistato.
Le mie esperienze a confronto
Tuttavia posso dire di aver apprezzato ad esempio, la spa dove ho potuto usufruire di un percorso benessere a prezzo scontato. Dove tutto è stato consono e idoneo alle mie aspettative. Dove la massaggiatrice era gentile e bravissima. Dove la cromoterapia consisteva nell’utilizzo di docce profumate e colorate, la sala relax adibita con divanetti e tè caldo, la vasca idromassaggio grande, tecnologica e allestita su una terrazzina con vista mare. Dove l’unico atto di furbizia (giustificato) è stato, a fine seduta, chiedermi l’indirizzo mail, per poi contattarmi, solo una volta all’anno, per propormi nuove offerte, slegate da Groupon.  In questo caso, ottimo servizio e ottimo modo di gestire l’opportunità del mezzo di scontistica. CI SONO TORNATA e HO FATTO PASSAPAROLA.
Al Contrario della Spa dove la sala relax era un minuscolo bagno di un’abitazione adibita a studio clinico, la vasca idromassaggio era piccola e si poteva stare solo seduti, la cromoterapia era una candela che cambiava colore poggiata sullo specchio del bagno, il massaggio insulso ed effettuato da una donna dalla dubbia igiene che, invece di farmi rilassare, insinuava dubbi sulla mia salute e  cercava di convincermi ad acquistare creme miracolose a prezzi esorbitanti. NON CI SONO MAI PIU’ TORNATA E HO AVVISATO I MIEI AMICI DELLA TRUFFA.
Le potenzialità di Groupon per i commercianti
La cosa che più dispiace è vedere che studi clinici, medici e ristoratori non abbiano capito che Groupon è un’arma a doppio taglio. Che deve essere utilizzato per ottenere visibilità e pubblicità per la propria attività, generando, nel consumatore, ricordi sensazioni positive legate al servizio offerto. Ma accade esattamente il contrario, quando si cerca di fregare il cliente. A questo proposito mi propongo di elencare dei semplici consigli di buona condotta per il commerciante/professionista che utilizza Groupon per la sua attività:
 
1.    Attieniti all’offerta come descritta sul sito di Groupon.
Se ho acquistato un coupon per cenare nella tua pizzeria e ho diritto a pizze illimitate e antipasto della casa, non inventare clausole inesistenti. Ti ho sentito dire che le pizze illimitate sono solo di giovedì, o solo per uno dei commensali, oppure che l’antipasto della casa consiste solo in tre bruschette e noi, guarda un po’, siamo in quattro. DA TE NON CI TORNO.
4.      Tratta il cliente “Groupon” come tutti gli altri.
 Se vengo nel tuo ristorante con un coupon e il cameriere mi chiama “Cliente groupon” di fronte agli altri, la coppia sedutaala tavolo vicino inizia a bisbigliare che sono una pezzente perché sto mangiando grazie ad uno sconto, e il capo cuoco mi viene a dire che, essendo un ”Cliente Groupon”, ho a disposizione un Menu diverso dagli altri, magari fisso o con poche possibilità di scelta: DA TE NON CI TORNO.
4.      Non trasformare l’incontro con il cliente in una dimostrazione porta a porta
Se ho acquistato un coupon per una seduta di massaggi da te, cara spa, non cercare di convincermi insistentemente che ho la cellulite e che ho bisogno di altre 10 sedute a pagamento più la crema risolutiva per il mio problema a soli 150 euro a tubetto. DA TE NON CI TORNO.
4. Ricorda di essere un professionista con dei principi
Caro ginecologo, caro dentista, caro igienista, se ho acquistato un coupon per una visita medica, non mi fare venire il dubbio di avere delle patologie gravi solo per convincermi ad effettuare subito presso il tuo studio medico degli accertamenti costosi che non sono inclusi nell’offerta Groupon. Stai rubando, mentendo e stai giocando con la salute delle persone. E vergognati. DA TE NON CI TORNO.
Tengo quindi a precisare, come suggeritomi da un’amica, che se un servizio/prodotto acquistato non è stato di gradimento del consumatore, non è colpa di Groupon, ma del commerciante/professionista che ne fa un cattivo utilizzo. Groupon, infatti, tiene molto alla customer satisfaction, cioè alla soddisfazione del cliente, perciò chiede agli utenti di segnalare alla sezione Customer Care gli eventuali comportamenti scorretti dei commercianti, oppure la propria insoddisfazione nei confronti del servizio acquistato. Questo garantisce a Groupon di prendere provvedimenti nei confronti del commerciante furbone  e che il disservizio non si ripeta.
La vostra amichevole Zia Cin di quartiere

Spremuta d’estate. Il succo di una stagione che, più che altro, amiamo attendere

Non sto nella pelle, non vedo l’ora che arrivi l’estate! Facciamo un sacco di cose, ci divertiamo!!! Dai che ora che arriva l’ estate organizziamo una bella cena tutti insieme!!!!! Come Giugno????? Di già??? Caspita che freddo. Ho ancora la trapunta sul letto. Ma l’estate non iniziava il 21??? Evvai!!!! Ora che è estate andiamo a mare in quel posto bello che dicevamo. Però di fine settimana, perché ancora non sono in ferie. Si, però sabato ha diluviato. E domenica non posso, ma la prossima sì. Ora tolgo la trapunta, và. Che bello, poi andiamo a quel concerto! Quando è possibile andiamo a mare insieme. Come parti? Vabbe’, quando torni. Però parto io. Vabbe’ quando torno andiamo a mare insieme. Si sarebbe bello fare questo, ma ancora lavoro. Come luglio? Vabbe’, ad Agosto poi. Ma al concerto vuoi venire? Magari non in prima fila però andiamo! Mamma ti ricordi dove ho messo la giacca verde con le maniche lunghe? Dai che ora che arrivano tutti facciamo la famosa cena. Madò, ti ricordi quando tornavamo a casa direttamente alle 8 di mattina?  Ah ma quindi le ferie le hai fatte durante la bassa stagione quest’anno? Uff, va bene sarà per la prossima estate. Oggi fa freddo, ma quando arriva l’estate facciamo un aperitivo sulla spiaggia. Anzi, anzi, passiamo la notte sulla spiaggia come i giovani. Dai, ci saranno altri concerti prima che finisca l’estate. Tesoro, la trapunta la lasciamo sul letto e poi la tiriamo via all’ occorrenza, che dici? Come Agosto? Ah, ma anche tu hai finito già le ferie? Eh, purtroppo con la crisi…  Io sono in ferie, che facciamo??? Oddio, ferie, più o meno. Tu no? Dai che una di queste domeniche d’estate ceniamo tutti insieme. Amore ti ricordi dove ho conservato il cappotto di mezza stagione? Quello grigio. Come Ferragosto? Ah, ma tu sei stato in ferie e non hai chiamato neanche. Bell’amico! Uno di meno per l’estate prossima. Ti mangerai le mani bello mio. Stupenda quest’alba sul mare. Madò, ti ricordi quando andavamo a mare mattina e pomeriggio e poi facevamo tutto un tiro fino alla notte? Dai che per salutare tutti facciamo la cena di fine estate. In quanti siamo, tre??? Vabbe’, sarà per la prossima estate. Sì, ciao per messaggio che non ci siamo potuti salutare. Sì, ciao su Facebook.Torna presto, anche se ci siamo visti poco mi mancherai. Credo. Ci vediamo a Natale oppure a Pasqua, ciao ciao. Come finita?E che dobbiamo fare, l’estate passa troppo in fretta. Ou, ma finisce sta cacchio di estate? Ah ecco. A casa mia voglio stare.

Lavoro e precariato. Mal comune mezzo gaudio


Come mai, dico io, ci sorprendiamo della precarietà nel mondo del lavoro? Non è forse la condizione umana, per definizione, ad essere precaria?
E dire che eravamo avvisati fin dai tempi del catechismo. Bei tempi quelli! C’erano una volta Adamo ed Eva, ci hanno raccontato, uno superuomo, l’altra nata da una sua costola. Visto che Donna vuol dire Danno, con tutti gli animali del giardino terrestre, secondo voi Eva, da chi doveva accettare una mela? Da una strega cattiva travestita da serpente (o almeno così mi pare di ricordare). E da allora l’uomo e la donna furono condannati per sempre.
Sì, condannati: LEI al “parto con dolore”;
 al mese con la settimana di dolore;
alla depilazione con dolore;
alla tinta dei capelli bianchi che l’uomo invece brizzolato è affascinante;
alla caccia alle streghe; 
alla lapidazione per adulterio;
alla scalata sociale con la gonna (che non c’è cosa più scomoda);
ai tacchi (gioiello di ingegneria sadica);
alla  domanda di ogni titolare d’azienda durante il colloquio di lavoro “non è che per caso mi fai scherzi e rimani incinta?” (che ti viene da rispondere: pure se ci provi con tutte le tue forze, di te mai, ti assicuro);
e alla generale difficoltà di condurre una vita soddisfacente, senza dover scegliere, per forza, tra una famiglia e un’occupazione.

LUI (poverino): condannato a “lavorare con sudore”.


Ora, diciamocelo: il sudore è una prerogativa maschile. Non c’è uomo senza goccia di rugiada sulla fronte, non c’è calzino che viva più a lungo di una partita a calcetto con gli amici. L’uomo suda persino quando l’unico movimento che gli è richiesto è quello di alzarsi dal divano per sedersi a tavola, che è pronto. E allora, dico io: qual è realmente la condanna divina per questo essere che al sudore è abituato e per giunta, lavorando, può realizzarsi, dimostrare le proprie capacità, portare con orgoglio il pane a casa????!!!
 E allora sapete che vi dico? Che nella terribile situazione di precariato che ci accomuna tutti, noi donne, cerchiamo di guardare il bicchiere mezzo pieno.
Per una volta l’uomo la sua “condanna divina”, pur volendo, non la può scontare. Per una volta, mal comune mezzo gaudio.
Ci sono e ci faccio.
la vostra Zia

Vendere una laurea. Giorgio ci ha provato

La laurea? Non è che non serve. No, è il formato di stampa ad essere sbagliato. Se la stampassero, infatti, su fogli stretti e lunghi, ma lunghi lunghi, e morbidi, ma morbidi morbidi..e magari resistenti, perché no, giusto per essere all’altezza dei concorrenti più agguerriti come Scottex, allora, perlomeno il formato cartaceo, sarebbe un po’ più utile in questo momento storico.
Vi avevo già parlato di Università fornendo una piccola guida, passo per passo, rivolta allo studente coraggioso (che trovate qui 
http://paroladiziacin.blogspot.it/2012/06/8-regole-per-sopravvivere-all.html), ma oggi, quello che vi vorrei segnalare, è la storia di un ragazzo che la laurea ha cercato di vendersela. E in che modo! Su una bacheca virtuale per annunci.

In pratica: Giorgio si è laureato in Scienze Politiche ma, come molti suoi coetanei italiani, non è riuscito ad utilizzare questo titolo di studio, traguardo raggiunto ovviamente con tanti sacrifici e tenacia, per trovare un’occupazione. Così, un giorno, pubblica un annuncio su bakeca.it, nella sezione “varie e regali” dove cede il suo diploma di laurea in cambio di un posto di lavoro. Mica male come idea! La redazione del sito, per motivi di regolamento, elimina il messaggio. Tuttavia, gli concede di spiegare le sue motivazioni in un post del blog, questo qui http://blog.bakeca.it/blog/vendesi-causa-mancato-utilizzo-laurea-in-scienze-politiche/.
A quanto pare, l’annuncio di Giorgio è stata una provocazione bella e buona per qualcuno, ed una pacca virtuale sulla spalla per qualcun altro. Una morale da manuale, ma ho il sospetto che Giorgio avrebbe voluto dire di più. Il fatto è che il pessimismo crea panico, soprattutto se veicolato sul web, dove i lettori sono tanti e variegati. Ma vogliamo negare che ci siano realmente facoltà che non forniscono le competenze adeguate a ricoprire uno specifico ruolo all’interno di un’azienda/ente? Che la maggior parte dei corsi di studio universitari sia inadeguato a tracciare il perimetro di una figura professionale mirata?
Giorgio, giustamente, ha provato a smorzare i toni di quella provocazione iniziale, lanciata sotto forma di annuncio, spiegando che ogni laureato, alla fine, può, con tanti sacrifici, ottenere il lavoro dei propri sogni. Ma la domanda è: con quello che costa l’Università italiana, non bastano i sacrifici che si fanno durante il percorso di studi? E perché quello per cui si studia dovrebbe essere un “lavoro dei sogni” se, con un’adeguata riorganizzazione dei percorsi di studio, potrebbe diventare un “lavoro adeguato”? Studio, pago le tasse, mi laureo e lavoro in quel settore. Sarebbe facile vero?! Non si tratta neanche del solito “se tornassi indietro non mi iscriverei”. Sarebbe inutile rinnegare il proprio percorso di studi, soprattutto perché in Italia abbiamo grandi menti e professori innamorati del proprio lavoro, che hanno saputo trasmetterci nozioni e competenze adeguate per affrontare il mutevole scenario odierno.
La questione si sposta anche sul SENSO del tutto. Perché un ragazzo oggi dovrebbe frequentare la facoltà X, se poi sa già che al 90% finirà a fare tutt’altro? Non ha senso. Allora che creino degli asili per 30enni, corsi generici per tutti, licei bis. Tanto poi, una volta laureato, si finisce indistintamente nel calderone.
La cosa più triste è vedere la rassegnazione nei genitori. Loro, quando avevano latua età, non hanno avuto la possibilità di studiare, di frequentare il campus, di diventare Dottori, di aspirare a “cose grandi”. E così, proprio come ogni buon psicanalista ti direbbe, hanno riversato i loro sogni su di te, perché (almeno una volta nella vita te l’avranno detto) si erano promessi che “ai loro figli non avrebbero fatto mancare niente”. Fino a 5 anni fa infatti, pure tre dai, non immaginavano neanche lontanamente che il figlio non avrebbe trovato lavoro dopo una formazione universitaria. Ma che scherziamo? E qualcuno era pure convinto che le aziende avrebbero pagato di più una professionalità comprovata da titoli e lodi. Come no. Vallo a spiegare a mammà che, durante il colloquio, ti hanno fatto intendere che le lauree e il master sono, al contrario, motivi per non assumerti, perché contribuiscono ad aumentare le tue aspettative sulla retribuzione. Certo: meno titoli di studio, meno pretese.
E poi è arrivato quel momento. Il momento in cui, mentre acquistavi una cartolina in viaggio, la titolare nel negozio ha attaccato bottone raccontandoti della figlia, che sta per laurearsi, ma senza illusioni. E dei nipoti, che dopo tanti studi sono andati all’estero per trovare lavoro, perché qui facevano la fame. “Andatevene che non vi meritano” ripeteva. Lei, la negoziante, è uno di quei genitori che ha smesso di sognare per il proprio figlio, che si chiede giorno e notte se, alla fine, quei soldi spesi per mantenerlo all’università non sono stati sprecati. Che non ti ha salutato con un “buona giornata”, come avrebbe fatto solo 3 anni fa, ma con un rassegnato “buona fortuna per tutto, che voi giovani ne avete bisogno”. Peccato per quel broncio, vendeva belle cartoline.