Liste regalo online per lieti eventi. 2 servizi a confronto

Dal web due servizi di Wishlist e Liste regalo on line che cambiano la vita degli utenti e il concetto stesso di dono per un lieto evento.

Liste regalo online. I desideri si realizzano

“I sogni son desideri di felicità” cantava Cenerentola qualche decennio fa. Certamente non aveva a disposizione Internet come oggi lo abbiamo noi ed ottenere ciò che desiderava significava, quantomeno avere una fata madrina.

La nostra si chiama “Web”, ma sono sicura che ancora non hai considerato un aspetto molto importante della Rete. Qualcosa che renderà tutto ancora più semplice e ti permetterà di ottenere davvero ciò che desideri.

liste regalo online.In questo blog abbiamo spesso parlato di tecnologie, applicazioni web, social network ma anche di eventi speciali come matrimoni e compleanni. Ebbene, il problema rimane ancora uno: il regalo. Con i ritmi odierni, sia riceverlo che farlo non è sempre una gioia, talvolta è addirittura una vera e propria seccatura. Il rischio è quello di regalare un presente non gradito, un doppione o, peggio ancora, di riceverlo. Le liste regalo in parte hanno risolto questo disagio. Purtroppo però rimane la scomodità di doversi recare presso il negozio in cui è stata aperta la lista per versare il denaro, o dover raccogliere i soldi degli amici, o ancora c’è l’onere di rintracciare parenti e affini per informarli dell’apertura della lista.

Oggi ti voglio presentare due servizi di Liste regalo online che potrebbero cambiare la tua vita.

Fai acquisti online? Utilizzi i social network come ad esempio Facebook? Oppure no! Ecco, ti conviene iniziare, se non altro per realizzare i tuoi desideri in occasione di eventi speciali come matrimoni, battesimi, compleanni, ecc.

Con le liste regalo online o Wishlist è possibile risparmiare tempo ed assicurare il successo dell’intera operazione regalo. Ti faccio un esempio. Diventi genitore e hai bisogno di tantissime cose per il tuo piccolino. Con la Lista Nascita di Nidodigrazia oppure attraverso la Wishlist di My Special Gift, hai la possibilità di creare, direttamente online e comodamente da casa tua, la tua lista dei desideri. Ma non finisce qui! La puoi condividere tramite email o social network con i tuoi amici e parenti, che a loro volta potranno consultare la lista, decidere in autonomia cosa regalarti e versare il denaro direttamente tramite Internet. In pochi click, tutti vissero felici e contenti.

Liste nascita e Battesimo Nidodigrazia.

Due servizi di wishlist online a confronto

Sei curioso di capire meglio di cosa sto parlando? Ho pensato di presentare questi due rivoluzionari servizi web attraverso una Doppia Intervista. E così Cosimo Nicolazzo (CEO di MSG), ci spiegherà meglio le potenzialità di My Special Gift, mentre Francesco Regalia (Titolare di www.nidodigrazia.it), ci presenterà il servizio Liste Nascite e Battesimi.

In cosa consiste il servizio che oggi ci vuoi presentare e qual è il suo principale e reale vantaggio?

Cosimo MySpecialGift: My Special Gift è un social commerce. In questo duo di parole è racchiusa la sua identità sociale, legata anche allo shopping. In poche parole, la piattaforma permette di creare wishlist, luoghi virtuali nei quali raccogliere tutto ciò che si desidera, dal viaggio a un pezzo di design per la propria casa, da un prodotto hi-tech a un gioco per bambini. Non solo, ognuno può integrare nella lista dei desideri i prodotti dello shop di My Special Gift, Unconventional Gift, oppure di altri e-commerce. L’idea è ottenere il regalo perfetto senza stress, soprattutto per chi il regalo lo deve fare. Per questo, e qui entra in gioco l’anima social, il creatore della wishlist può, se vuole, connetterla a un evento importante (compleanno, laurea, matrimonio, nascita bebè) e invitare gli amici a partecipare con una quota regalo, attraverso i social. Ci siamo informati molto e sappiamo con certezza che esiste un’alta percentuale di persone che attua il re-gifting, mettendo in vendita su ebay, per esempio, i regali inutili o che non piacciono. Esistono anche gli swap party per il baratto di oggetti. Evitare i regali inutili si può: stilando una wishlist e condividendola online tutti sapranno cosa l’altro desidera ricevere. Un’altra cosa molto interessante riguarda l’appeal delle wishlist. Chi crea le liste dei desideri può ricevere attenzione da parte di altri user e imporsi come trend hunter: i desideri possono essere ispiratori ed essere condivisi da altri utenti/creatori di liste.

Francesco (Nidodigrazia): L’ecommerce Nidodigrazia è nato nel 2000 e trae la sua forza dall’esistenza di un vero e proprio negozio situato a Busto Arsizio (Va), nonché dal sapiente utilizzo, in concomitanza, della realtà fisica e di quella virtuale. Mi spiego meglio. Dal 1945 ci occupiamo di prodotti per la prima infanzia e le mamme. La nostra esperienza di operatori specializzati del settore, l’abbiamo voluta mettere a disposizione anche online. Il nostro ecommerce vanta infatti un portafoglio di ben 14.000 articoli, tutti dedicati a mamme e bambini e, al di là dell’aspetto virtuale, non c’è consiglio o informazione, non c’è assistenza pre e post vendita che ci esimiamo dal dare ai nostri clienti o utenti online. Più canali, ma sempre la stessa professionalità a disposizione del neo genitore. Premesso questo, il nostro servizio Lista Nascita o Battesimo, offre la possibilità di selezionare, tra i prodotti del nostro Store On Line, quelli che piacerebbe ricevere in regalo per festeggiare un lieto evento, legato ad una nuova vita che arriva in famiglia.

Chi può utilizzare il servizio di “Liste regalo”?

Cosimo MySpecialGift: Tutti, nessuno escluso. Il giovane teen che googlando scopre di continuo oggetti nuovi e interessanti da integrare in un’ipotetica wishlist. Il globetrotter che non desidera altro che viaggiare e che, per il suo compleanno, ha messo in lista una nuova meta viaggio. Si può pensare, per esempio, di segmentare il viaggio in piccole parti o pacchetti: il volo di andata o quello di ritorno, le escursioni, le visite al museo, i transfer, l’alloggio. I promessi sposi possono creare una lista nozze, i futuri genitori possono organizzare un baby shower e creare una lista ad hoc, così può fare il laureato per la sua festa. Anche gli amici possono creare un evento e raccogliere online le quote regalo per una particolare ricorrenza, sia un compleanno o lo scatto di carriera dell’amico.

Francesco (Nidodigrazia): Il servizio può essere utilizzato indistintamente da neo genitori, loro amici e parenti. Spesso capita di non sapere cosa regalare, si perde tantissimo tempo a cercare il regalo giusto e poi? Il risultato non è neanche assicurato. Qualcuno oggi acquisita i regali su Internet, ma c’è sempre l’incertezza sui tempi di consegna o sulla riuscita del dono. Il nostro servizio di Liste Nascita o Battesimo invece, garantisce praticità nelle modalità di scelta e acquisto, ma anche risultati da favola! Nel senso che i desideri dei neo genitori si realizzano per davvero.

Immagini di lieti eventi.

Come funziona nello specifico?

Cosimo MySpecialGift: L’uso di My Special Gift è molto semplice, in tre step: creare la wishlist inserendo oggetti tramite altri e-commerce, dal market place Unconventional Gift o con widegt web (in fase di lavorazione), connettere la lista a un evento, invitare gli amici a partecipare. Qui, nella voce Come funziona, è tutto ben riassunto.

Francesco (Nidodigrazia): Utilizzare il servizio è facilissimo. Per creare una lista è semplicemente necessario registrarsi gratuitamente al sito web, navigare e, in un click, aggiungere ad una nuova Lista i prodotti desiderati. Poi, in maniera veloce ed automizzata, comunicare a parenti e amici il Codice Lista per potervi partecipare. Infine, gestire e monitorare, in completa automonia, la lista creata. Il risultato? Gli articoli desiderati arrivano a casa, quando lo si deridera e senza aggiungere spese di spedizione! Come ho già accennato, chi invece partecipa alla lista, lo fa, molto semplicemente attraverso un Codice ad hoc che gli è stato fornito.

Per quali eventi si possono creare liste regalo?

Cosimo MySpecialGift: Non c’è limite ai pretesti per cui creare una wishlist. Puoi crearla, indipendentemente da un evento, raccogliere lì tutto ciò che trovi in rete e ti piace. Se festeggi il compleanno o la laurea, se hai appena comprato casa nuova, se stai per avere un figlio, se stai per sposarti.

Francesco (Nidodigrazia): Principalmente per eventi come Nascita e Battesimo di un bimbo o bimba, ma nessuno vieta di creare una lista anche per il compleanno del piccolo oppure per la sua mamma che, magari, ha bisogno di tanti prodotti di qualità per il suo bambino.

Ci fai un esempio pratico?

Cosimo MySpecialGift: Manuela Vitulli una travel blogger ha dedicato un articolo a My Special Gift, raccontando quanto per lei il viaggio sia vitale. Se, ai tempi della sua laurea, ci fosse stato un servizio simile, avrebbe sicuramente creato una wishlist connessa all’evento “Laurea”  e, condividendolo con amici e parenti, avrebbe raccolto quote regalo per avverare il suo sogno, con la meta viaggio di turno.

Francesco (Nidodigrazia): Beh, anch’io sono papà e, fino a qualche anno fa, i miei amici  e parenti dovevano venire da me in negozio per aprire una lista o gestire la questione regali per un lieto evento. Oggi noto con piacere che aprono liste direttamente dal mio sito web e mi ringraziano per aver semplificato loro la vita. Detto dai tuoi stessi amici o famigliari, di solito i più veri e quindi i più critici, è davvero una soddisfazione. Vuol dire che il servizio funziona ed è realmente utile.

Pensi che il tuo servizio di Lista regalo sia in competizione con l’altro?

Cosimo MySpecialGift: No, affatto. Su My Special Gift hai la possibilità di desiderare in libertà. Nella tua wishlist puoi inserire quello che più ti piace: ispirazioni dal nostro market place, ispirazioni dalla rete e da altri e-commerce, come questo per la creazione di liste battesimo, integrazione, con widget web, di oggetti visti durante lo shopping convenzionale.

Francesco (Nidodigrazia): No, anzi! Nelle loro wishlist si possono inserire anche prodotti che provengono dal nostro ecommerce. E poi, visto che il nostro lavoro lo dedichiamo alle famiglie, meglio che ci siano Liste regalo online per tutti i tipi di eventi. Il web è stupendo proprio perché la competizione è davvero sana e fare rete è più facile.

Che dirvi, ragazzi! Penso a tutte le sposine che mi leggono, che stanno organizzando il loro matrimonio, che festeggeranno compleanni, battesimi e nascite di meravigliosi bimbi (tutti nipotini miei ovviamente). Sono felice di aver dato voce a due grandi progetti come i vostri. Vi ringrazio di aver risposto alle mie domande e vi auguro in bocca al lupo per la vostra attività online!

Cosimo MySpecialGift: Crediamo che un bel regalo renda felici. Se gli amici non sanno cosa desideri, rischieranno di sbagliare. Con la wishlist online rendi noto quello che vuoi. Così la soddisfazione è doppia, per te e i tuoi amici. Grazie a te e buoni desideri a tutti!

Francesco (Nidodigrazia): Grazie a te Zia che ci hai ospitato nel tuo blog-salotto! Internet ha così tante potenzialità che bisogna farle conoscere.e ci auguriamo davvero che le wishlist dei tuoi amici e nipotini siano tantissime. Vorrà dire che ci sono tanti felici eventi da festeggiare!

E per te che mi leggi e che stai pensando di rinnovare il tuo modus operandi in tema regali e party, ecco qui i riferimenti che potrebbero servirti! Contento?

Pagina Facebook Nidodigrazia

Pagina Facebook My Special Gift

Account Twitter Nidodigrazia: @Nidodigrazia

Account Twitter My Special Gift: @MySpecialGiftIT

Pesce d’aprile 2015. I più eclatanti sul web!

Pesce d'aprile di Google con Maps che diventa Pac man.

La giornata è appena iniziata, è vero. Ma il Primo Aprile 2015 ci regala sul web già alcuni scherzi esilaranti.

Come sapete, le più grandi aziende del mondo ci tengono tantissimo a fare bella figura durante questo particolare giorno dell’anno. Sarà una questione di etica aziendale, sarà che la vita è già abbastanza amara. Il fatto è che, per un giorno, la gara tra i colossi è quella della burla meglio riuscita per il Pesce d’Aprile.

Pac Man su Google Maps

Google, già da ieri ha trasformato Google Maps in un retro-game. Quanto ci piaceva il famosissimo Pac Man? E allora tutti su Maps, dai! Scriviamo il luogo dove ci troviamo o quello che vorremmo visitare nel mondo, clicchiamo sull’icona di Pac Man in basso a sinistra e via. Inizia il gioco. Un bel regalo, più che uno scherzo. Soprattutto perché il virtuale, questa volta, ci offre la possibilità di allontanarci dal reale, invece di rincorrerlo, e di tornare un po’ bambini (bambini smanettoni al pc, ok).

Pesce d'aprile di Google con Maps che diventa Pac man.

Play Station Flow

Quei burloni di Sony quest’anno si sono scatenati. Io sto ancora ridendo. Hanno annunciato il lancio di Play Station Flow, un set di occhialini e fasce per il corpo dotate di sensori che permettono di integrare il gioco in console con esperienze di nuoto reali. In pratica Sony consiglia di giocare ad uno dei vostri capolavori preferiti ( che ne so, GTA 5, The Last of Us, ecc.) e quando l’eroe di turno che interpretate deve tuffarsi in mare o in un ambiente acquatico, avete la possibilità di sospendere la partita e recarvi (fisicamente) nella piscina più vicina (in città) per indossare il Kit Sony e riprendere il game in un’ esperienza più realistica. Davvero dei simpaticoni. Soprattutto non posso fare a meno di immaginare molte persone che conosco mentre si recano nella piscina di palline più vicina, per cercare di superare l’avversità del gioco e salvare.

Ps: Una chicca è anche l’asciugatore per il corpo Play Station Flow. Nel video potete vedere di cosa si tratti.

Il Logo dell’assessorato regionale delle infrastrutture lombardia (?)

Io non ho ancora capito se questo è uno scherzo, un pesce d’aprile. Più che altro lo spero. Però c’è da dire che il Logo dell’assessorato Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, in questi giorni, ha fatto tanto ridere il web. Una regione munita di stivali, occhiali e persino una cazzuola. Ma cazzuola! Si può? E anche lo slogan (per altro, a quanto pare, rubato) è una vera shhhchifezza: “Voce del verbo lavorare“. No comment. Speriamo davvero che sia la Primavera.

Logo assessorato regione Lombardia

La vita on line VS quella off line. Lo spot anti web

Campo di grano al tramonto.

Più volte, su questo blog, abbiamo parlato del dilemma amletico che affligge ognuno di noi, oggi.
Meglio la vita on line oppure quella off line?
Ne abbiamo parlato a proposito di vacanze con smartphone scarico e di genitori a cui questa tecnologia ha cambiato la vita.
Meglio la vita reale o quella che viviamo sul web?
Meglio la tecnologia che connette, velocizza, rende sicuri e informa tutti in tempo reale oppure la vita di qualche decennio fa, dove i rumori erano rumori e basta, non segnali di notifica?

Campo di grano al tramonto.

Il mondo è un posto bellissimo, forse dovresti visitarlo“. Ecco la frase di questo spot pubblicitario che mi ha colpito.
A me il dubbio rimane ancora, però è bello ogni tanto ricordare cosa ci stiamo perdendo, vivendo dietro uno schermo.

Per chi non riuscisse a vedere il video qui, ecco il link! Non potete perdervelo.

Trovi anche tu che questo spot anti web sia bellissimo?
E come la pensi riguardo al dilemma esistenziale affrontato in questo post?

Scrivere bene. I consigli di Umberto Eco

Dal 1985 al 1998, un uomo lungimirante e saggio come pochi del nostro tempo, Umberto Eco, ha curato una mitica rubrica sull’ ultima pagina de “L’Espresso“, la quale in seguito è diventata un’opera edita da Bompiani nel 2000. “La bustina di Minerva“, più attuale che mai, ci ispira ancora oggi. Perché certe cose, per fortuna, non cambiano mai.
Di seguito, 40 ottimi ironici consigli per scrivere bene. O per provarci.
Fatene tesoro nipoti cari e adorati!
1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”.
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
15. Sii sempre più o meno specifico.
16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19. Metti, le virgole, al posto giusto.
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.
22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.
23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.
31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.
35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario. 
39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.
 
“La bustina di Minerva”, Umberto Eco

Come trovare immagini dal web. E’ nata l’app Android IMAGE EXPRESS

Applicazione semplice per cercare immagini
 
È proprio vero. Le cose più semplici sono quelle che spesso hanno più successo. Semplici perché basate su un principio basilare, ma semplici, non dimentichiamolo, anche perché riducono la difficoltà delle operazioni da compiere, ci aiutano ad affrontare le situazioni della vita e soddisfare le nostre esigenze attraverso poche azioni. Il principio della semplicità, come sappiamo, vale soprattutto per la tecnologia e, sempre di più, per le applicazioni. Come nel caso di Image Express, App Android GRATUITA,  sviluppata da Sapientiam Studio, di Raffaele Morì e Giuseppe Carlà, (Logo di Gabriele Spedicato) che consente di cercare, salvare e condividere con pochi gesti delle immagini provenienti dal web attraverso dispositivi mobile.
 
 
E qui direte; dov’è la novità? Per questo c’è Google. Devo dire che, quando ho scaricato quest’applicazione, all’ inizio l’ho pensato anch’io. Ma poi, come accade spesso, al primo utilizzo mi sono ricreduta e ho capito come avviene la magia.
Fermatevi un attimo e pensate a quali operazioni è necessario compiere per cercare immagini dal web, attraverso dispositivi diversi dai pc ( smartphone, tablet, ecc.). Per effettuare una ricerca da un cellulare, ad esempio utilizzando Google, dovremmo:
·         aprire il browser Internet
·         applicare con le dita il pinch-to-zoom per allargare la videata
·         andare su Google
·         digitare la parola nella stringa
·         cliccare sul link Immagini
Il tutto perdendo tempo, a seconda della velocità della connessione e del dispositivo a disposizione.
E noi non vogliamo perdere tempo vero? Io non di certo! Con tutti i nipoti a cui devo badare non me lo posso proprio permettere J
Image Express assicura SEMPLICITA’ di utilizzo e VELOCITA’.
Come funziona Image Express
Il nome dell’App Image Express mi ha ricordato uno dei pochissimi programmi tv che vedo volentieri: “Pechino Express”. Perciò ho digitato nella stringa di ricerca proprio queste due parole.
Come potete notare, ho scelto le immagini da Google, ma avrei potuto scegliere anche quelle da Flickr oppure da Picasa.
Una volta selezionata l’immagine che si desidera ingrandire, si clicca e si apre una seconda pagina. In questa pagina è possibile, non solo vedere l’immagine prescelta in dimensioni maggiori, ma anche scegliere una serie di azioni da compiere. Così, molto velocemente e praticamente, cliccando su ognuna delle icone sottostanti, si può decidere se:
·      Reindirizzarsi alla sorgente dell’immagine. Ovvero alla pagina Internet da cui l’immagine proviene. Cliccare sull’icona Mappamondo ;
·         Scaricare l’immagine. Cliccare sull’icona Freccia in giù;
·  Condividere l’immagine sui diversi social e piattaforme a disposizione. Cliccare sull’icona Diramazione;
·         Tornare al Menu principale. Cliccare sull’icona Freccia indietro.
Il futuro di Image Express
Rumors dalla Sapientam Studio ci confermano che implementazioni future di Image Express permetteranno anche di cercare le immagini da Twitter e, cosa ancora più interessante, realizzare vere e proprie Slideshow.
Per scaricare l’App gratuita è necessario accedere al Play Store dal vostro dispositivo mobile e digitare Image Express. Il simpatico logo vi guiderà nella ricerca.
Che ne dite di questa soluzione semplice e innovativa per trovare immagini?
Tecnologicamente,
la vostra Zia Cin

Come scegliere il passeggino

Che Web Zia snaturata sarei se non trattassi in questo blog, almeno una volta, una dico io, l’argomento bebé, neonati, pappine e pargoli insonni. Oggi vi accontento parlandovi di un nuovo arrivato sul web: il “CERCAPASSEGGINI“, portale che adorerete come me, dedicato alla famiglia e ai più piccoli.
Loro, così teneri e indifesi, sono il nostro presente e il nostro futuro. E più li guardi incicciati nelle pieghe del loro stesso collo, indaffarati nel fissare il pulviscolo atmosferico, oppure intenti a raggiungere acuti e ultrasuoni degni di record, e più ti chiedi…beh, ti chiedi tante cose. Prima fra tutte: quando riavrai la tua vita e qui, tagliamo corto e ti rispondo, LA TUA NUOVA VITA É QUESTA (così non illudiamo nessuno). Ma poi, tra le tante domande, quella che sicuramente ti porrai ogni santo giorno della tua esistenza è: come ho fatto a vivere senza di loro finora?
Ad ogni modo, cari amici genitori, i quesiti li lascio a voi perché, come saprete, sono una Zia e preferisco andare di risposte. Questa volta infatti, faccio sul serio, parlandovi del nuovo portale che vi aiuta a scegliere il passeggino.
Tra mille modelli, mille funzioni, colori, tessuti, ruote, controruote, fermaruote, sensori di parcheggio e abs, scegliere il passeggino diventa sempre più difficile (qualche funzione l’ho aggiunta io). E già m’immagino la scena: il vostro primo figlio ha puntato la pancia di mammà. Chiede continuamente quando nascerà il fratellino solo per poterlo sopprimere al suo primo nguè. Così, mentre lui salta  con le scarpe sul divano per attirare l’attenzione, voi cercate, a fine giornata, dopo 8 ore di lavoro, di fare un discorso serio, guardare su Internet per capirci qualcosa sull’argomento e comprare il passeggino che vi eviterà distorsioni muscolari, cervicale e gobba da genitore per i prossimi 3 anni (?). Tra l’inquinamento acustico prodotto dal piccolo diavolo che dimora sul divano e il volume della tv sempre troppo alto in queste occasioni (Si alza sempre quando c’è da parlare. Succede in tutti i film e le pubblicità che si rispettino. Non le faccio io le regole) la scelta diviene impossibile e l’unica soluzione che vi rimane è quella di rivolgervi ad un rivenditore.
Ma il prezzo del prodotto che vi propone rientrerà nei vostri standard? E i pochi modelli a disposizione saranno di vostro gusto? Il prodotto avrà un buon rapporto qualità/prezzo? Garanzie, funzioni accessorie, praticità e funzionalità d’uso? Verificarlo in quel negozio sarà difficile, mentre la commessa con l’ amplifon vi spinge sorridente alla cassa e voi, che non ce la fate più, comprereste qualsiasi cosa pur di chiudere per sempre questa storia.
Il Portale 
Cercapasseggini risolve tutta questa situazione incresciosa. E’, infatti, un metodo semplice per scegliere il passeggino attraverso un motore di ricerca ad hoc. Tra personaggi teneri, ma risoluti (la cicogna Ciko, Mr. passeggino, i genitori “The Parents” e tanti altri oggetti animati) ed una grafica accattivante e funzionale, il sito assolve perfettamente alla sua funzione con chiarezza.
Come funziona  Cercapasseggini
Il portale è strutturato in questo modo:
Alle descrizioni delle varie di tipologie in commercio, si affiancano news sul settore, video esplicativi e promozionali, classifiche dei più quotati ed una vera e propria Community. Entrando a farne parte, i vantaggi sono molteplici. E’ possibile infatti:
– Porre domande
– Confrontare prezzi e modelli
– Scrivere recensioni
– Stilare Wish list e rimanere sempre aggiornati sulle novità.
Come scegliere il passeggino
Cliccando sul Menu Come Scegliere, sarà Mr. Passeggino in persona a illustrarvi le varie possibilità in commercio e a presentarvi i suoi simpaticissimi amici.
Oppure, dall’ Home Page è possibile effettuare ricerche rapide o avanzate, per modello e per marchio, al fine di scegliere il passeggino dei vostri sogni e, si spera, di quello dei vostri figli (in tutti i sensi).
Ora sta a voi, cari amici genitori spaparanzarvi sul divano e decidere in tutta comodità quale bolide acquistare. Io, come sempre, da brava Zia, mi limito a viziarli i nipotini. Perché, sapete come si dice, è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.
Passegginamente la vostra Zia Cin

Social network e dipendenza. Si chiama FOMO

Ne avevamo già parlato insieme qui, insinuando il dubbio: esiste una reale dipendenza da social network? L’avevo paragonata, esasperando un po’ il tutto, all’assuefazione da Can-d, una droga particolare presente nei romanzi fantascientifici di Dick, ma, alla fine, la situazione, poco si discosta dalla realtà.
L’infografica elaborata da Mylife.com in seguito ad un sondaggio condotto tra gli utilizzatori di piattaforme social, spiega benissimo la portata del fenomeno. Perché ha un nome, ve lo volevo dire. Si chiama F.O.M.O. (Fear of Missing out) e si tratta di una sindrome da dipendenza che si manifesta con la paura vera e propria di perdere status significativi di amici e follower, segnalazioni di eventi e informazioni importanti se ci si allontana dai social network. Una paura che spinge gli affetti da FOMO ad essere sempre connessi e sempre presenti, su differenti piattaforme ed anche con diversi profili.

Come potete notare dall’ infografica, qualcuno se ne rende anche conto e pianifica di “staccare la spina” dai social per mesi o un anno, ma poi, in pochissimi ci riescono. E comunque, se lo fanno, è perché emigrano su una piattaforma più interessante e più adatta alle proprie esigenze sociali e lavorative.
Secondo il sondaggio, le donne ci ritrovano gli uomini del passato, il 51% degli intervistati si logga più frequentemente rispetto a due anni fa e il 27% apre i propri account appena sveglio.
E così più forte della voglia del fumo, della curiosità per i reality in tv ed, in certi casi, anche del richiamo del sesso, dopo l’ansia, potrebbe essere F.O.M.O la sindrome dell’anno.
Ora, l’infografica non spiega come accertarsi dei sintomi fisici di questa sindrome. Iniziamo a calcolare quanto tempo al giorno dedichiamo ai social? Forse non è il caso dai, ho paura scopriremmo che è in atto una vera e propria pandemia.
Sempre amorevolmente in pena per voi,
Zia Cin

Banjo. Connessione di luoghi e persone

Riflessioni before Banjo
Per anni, intorno al 2000, ci ha isolato, ci ha diviso. Ed ora, invece, la Rete ci unisce sempre di più. Come nei migliori romanzi di fantascienza, il Web, dio superiore e benevolo, ci connette l’uno all’altro con un tocco, uno sguardo sullo schermo, sempre più prossimi alla telepatia. Ora insegnandoci etica, solidarietà, collaborazione, ora trasformando i nostri arti e i nostri sensi in direzione “Evoluzione della specie”. Estensioni del nostro corpo sono infatti gli smarthphone, i tablet e chissà cos’altro tra un paio d’anni. Viviamo di touch, di link, di app. Toccare, connettere, applicare. Gesti che Uniscono nel Fare. È proprio così che ci eravamo immaginati il futuro. Ed è qui che siamo arrivati. Chi l’avrebbe detto. Io, da incorreggibile pessimista, non di certo. Eppure ci siamo, tutti insieme, legati l’uno all’altro sempre e dovunque. Integrando tecnologie e manualità, codici html e tradizioni, riti locali e hashtag globali.
Banjo App
Continuando per questa strada e tenendoci strettamente a destra siamo arrivati a Banjo. Il Boom in Italia da poco, il successo vedremo. Con 5 milioni di utenti, utilizzata in 190 Paesi, Banjo è un App per iOS e Android che ci consente di scoprire e vivere in tempo reale gli eventi di una città del mondo, pur essendo fisicamente in un’altra. Aggrega, infatti, in un’unica bacheca tutti i feed dei followers iscritti ai social network più conosciuti. Il fondatore è Damien Patton, pioniere e mentore all’ Harvard Innovation Lab.


Come funziona
Il viaggio virtuale di Banjo funziona così. La piattaforma geolocalizzata permette di effettuare delle ricerche per località, conoscere in tempo reale cosa succede e dove. E fin qui ci siamo. Tutti i feed che ci arrivano inoltre, possono essere ordinati, in base alle nostre esigenze, per categorie. Se creiamo la sezione Cucina ad esempio, lì troveremo tutte le ricette, i tutorial, i post che riguardano quell’argomento. Ma la suddivisione per categorie può essere anche trasversale. Video, foto, status. Ognuno ha il suo ordine mentale. E poi gli eventi, sistemati di default in ordine cronologico, sono segnalati per tempo e senza ridondanze, con la possibilità di recuperare contenuti passati dalla timeline.
Dove sta andando
Come ci insegna la storia, la tecnologia non sempre segue la strada per lei designata. Soprattutto in campo social, accade sempre più frequentemente di vedere una piattaforma prendere il volo e via via allontanarsi dall’idea madre del suo creatore. Idem per Banjo. Ma quanto volerà il nostro Icaro e, soprattutto, starà attento a non avvicinarsi troppo al sole? Pare infatti che l’applicazione fosse destinata a grandi cambiamenti. Integrazione di differenti piattaforme, condivisione e conoscenza di eventi sportivi, feste locali ed altre manifestazioni culturali finora conosciute solo in un determinato territorio. Attualmente, invece, Banjo si limita a fungere da guida per eventi dal mondo. Ma ancora è tutto da vedere.
Io ho letto di questa app grazie ad Anna, ma la vogliamo provare insieme? La Zia aspetta le vostre impressioni qui sotto per condividerle con gli altri nipoti!
Ps: Last minute considerazioni. L’azzurro social ora ha proprio stancato.

La vostra tecnologica quanto basta Zia Cin

Scrivere sul web. C’è chi si allena in “Palestra Writers”

C’è chi non saprebbe ancora fare un discorso alla Nazione, ma riceve già copiosi applausi dalle folle, se scrive col pennarello “mamma e papà”.
C’è chi non sa dire Ti Amo, ma riesce a rendere il concetto con una bomboletta spray, sui muri della città.
C’è chi trova difficile dire un semplice Ciao, si isola e si sente diverso. Ma poi tiene un resoconto dettagliato della giornata, sul proprio diario segreto, proprio come tutti gli altri adolescenti.
C’è chi non viaggia mai eppure, nei suoi racconti, vive fantastiche avventure insieme a pirati e cavalieri senza macchia, furfanti dal cuore gentile e donne potenti.
Comunicare è vivere, in qualsiasi modo lo si faccia. E quando i gesti e le parole diventano segni, di quel vissuto, ne rimane traccia per sempre. La scrittura di solito è una necessità, una  passione, ma può diventare un lavoro, come il nostro. Mio e dei miei compagni di Palestra Writers, un luogo virtuale dove Web Writer in fieri e professionisti si ritrovano per condividere dubbi e idee che riguardano la scrittura sul web, il copywriting, il social media marketing e la comunicazione in generale. Per confrontarsi e crescere, insieme.

La Palestra
Palestra Writer è una palestra immateriale, è vero, ma, tra fitness e allenamento, si suda realmente. Come fosse un Salotto francese, un circolo di intellettuali in fuga, comunichiamo giornalmente su un gruppo Facebook SEGRETO (ma aperto), ci scambiamo link e risorse utili, scriviamo, infine, dei guest post che possano essere d’aiuto per chi voglia aggiornarsi o intraprendere la professione del web writer. Inoltre, periodicamente, ci incontriamo tutti in hangout, utilizzando la piattaforma di Google+, per i “Palestra Writers Party”, vere e proprie feste di formazione on line, organizzati dalla nostra Coach, Francesca Oliva.
L’indirizzo della palestra
Qui, nel sito dell’ideatrice e promotrice della palestra, potete trovare i primi post dei “palestrati”, scritti in nome della condivisione di spunti ed esperienze e finalizzati ad imparare la nobile arte della scrittura sul web.
Per entrare a far parte di questo gruppo di scalmanati, invece, basta scrivere a checcao@gmail.com!
Ed ora che vi ho spiegato, cari nipotini della zia, cos’è Palestra Writers, vi presento alcuni dei miei compagni di allenamento e nuovi amici! Guardate quanta bella gente si allena…
Francesca Oliva
“Francesca Oliva pazza per i dolci e gran chiacchierona trascorro online tutta la mia giornata, alternando post e condivisioni social al mestiere di mamma. Il mio sito è francescaoliva.it e non è solo la mia vetrina professionale è anche l’indirizzo della splendida Palestra Writer, il luogo di condivisione per eccellenza. Un posto magico dove incontrare tanti amici e parlare di web col sorriso che a me, fortunatamente, non manca mai. Se anche tu sei appassionato di web fino a voler costruire online la tua professione entra in Palestra con noi! Ci divertiremo!”

www.francescaoliva.it

@checcao
Simona Nurcato

“Un diploma convinto da Perito Turistico, una laurea (molto meno convinta direi) in Economia, un negozio d’arredo bagno, una passione infinita per la scrittura, i viaggi, l’arredamento e la fotografia. Blogger e web writer in fase di bozza, ho finalmente trovato il modo di fondere tutto questo: scrivo sul mio blog cercando di viaggiare – anche solo virtualmente – attraverso i bagni di tutto il mondo, convinta che la cultura di un paese possa trasparire dai mille modi di arredare una stanza da bagno.!

@bagnidalmondo
Luigia De Fazio

“Mi chiamo Luigia, per il web e dintorni sono Luigiaweb, e da diverso tempo unisco la passione per il web design, la grafica e il webwriting cercando di realizzare siti internet gradevoli, facili da consultare e particolarmente attenti verso tutti gli Standard di sua maestà W3C. Ne curo anche i contenuti, ciò implica uno sguardo attento alle parole, ai tag e a tutto ciò che piace e non piace a Mister Google. Amo definirmi inoltre internauta per indole e per mentalità, un modo di essere che mi porta quotidianamente a scoprire nuove cose, a mettermi in gioco sempre e comunque, a confrontarmi con chi come me è innamorato della rete e delle sue potenzialità. Nel tempo libero amo leggere di tutto un po’, correre, suonare la mia chitarra, ascoltare tanta musica e girovagare qua e là per il mondo.”

@luigiaweb
Eleonora Giunchi
“27 anni freschi appena compiuti, Romagnola doc, vivo tra Bologna dove frequento la Magistrale in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale e Cervia dove frequento l’Università della vita.

Gestisco il negozio di famiglia di articoli a uneuro (sì, quelli dove ci sono tutti quei gingilli simpatici/utili/inutili) e tra uno scatolone e l’altro scrivo sul mio blog. Un progetto appena nato, che mi piace sintetizzare citando uno dei testi più reali della storia del rock “You can’t always get what you want, but if you try sometimes you might find”. Mi nutro di scrittura circa quattro volte al giorno, e di pensieri edificanti/distruttivi per tutto il resto della mia giornata. Sono una lunatica senza mezze misure, ma con determinazione cerco sempre di realizzare ciò che desidero. Mi piace: scrivere, la mazurka francese, andare a cavallo, la macedonia di mio babbo, ridere, la semplicità racchiusa nelle cose semplici. Non mi piace: correre, andare a letto presto la sera, i fagiolini, la statistica, le cose logiche, la solitudine, la noia.”

@lamanhvp
Valeria Mascheroni
“Con una laurea in Cooperazione sviluppo & pace non pensavo certo di finire a fare la Social Media Manager. Tante parolone in inglese per dire che la mia specialità è farvi conoscere on line e far

sapere cosa fate di bello agli altri. Non essere solo un puntino nel mare di internet su cui naufragare ma essere una bella isoletta su cui tutti vorrebbero passare del tempo.”

@chenesocial
Gaia D’alessandro
“In giro per l’Italia per dovere e per passione, sempre accompagnata dal mio fido computer, ho

trovato nella scrittura non solo una fedele compagna, ma anche quel lavoro in tenera età mai immaginato. Con la necessità di creare in ogni momento della giornata, adoro tecnologia, serie televisive e il gelato pistacchio cioccolato.”

@guaiola
Giusy Congedo

“Salentina di nascita e ligure d’adozione. Laureata in Comunicazione, sono Social Media Marketing e Communty Manager per diversi progetti digitali e delegato HootSuite per l’Italia. Mi contraddistingue una risata (dicono) contagiosa, che trasmetto online con emoticons e smile 🙂 “

@giusina09
Maria Grazia Tecchia

“Maria Grazia Tecchia, web writer freelance e aspirante giornalista pubblicista, appassionata di lettura, scrittura, tecnologia ed informatica, musica e fotografia. Scrivo soprattutto di tecnologia, dalle news alle recensioni di software o di videogiochi flash. Redattore ed editor di un sito di tecnologia, di cui curo parte della gestione della pagina su Facebook, e revisore di testi per un sito di immobiliare.”

Annarita Faggioni

“Copy & Blogger, mai senza carta, penna e ispirazione!”

@piacerescrivere
Luana Galanti

“Perché mi alleno in Palestra Writers? è piuttosto semplice: perché da grande voglio fare la web writer. E in palestra – tra zie, comari, coach, poeti e copy – si impara ogni giorno qualcosa di nuovo. Vi sfido a trovare un altro posto altrettanto cool sul web!”  

@luanagala

Laura Bottazzi
“Scrivo con inchiostro simpatico…”

@lallerrima
Antonella Saponaro

“Sono Antonella Saponaro mamma blogger, web writer freelance, ingegnere gestionale, appassionata di web, di tecnologia, di fotografia e soprattutto della mia famiglia. Realizzo contenuti efficaci per blog e siti; recensione prodotti; realizzazione guide; correzione bozze; articoli su svariati argomenti; tutto in ottica SEO.”

@mammantonella
Valentina Medori

“Eccomi qua! Valentina: Copywriter freelance, blogger, web writer col pallino dei social. Dipendente dal suo smartphone android, drogata di tè con la panna e serie tv. L’unica palestra alla quale potevo iscrivermi è #palestrawriters!”

@StripedPapillon
Maria Grazia Piemontese

“Maria Grazia Piemontese. Laureata in lettere, non più ventenne, webwriter. Davanti a del buon vino e bruschette ben condite, ti direi di più.”

@MGraziaPiem
Sonia Gennaro

“Passare dallo scrivere la lettera per Babbo Natale su una vecchia Olivetti alla tastiera per riempire blog e social network è stato un attimo. Organizza eventi sui social media per la promozione della cultura digitale. Si è innamorata del web e vuole sposarlo ma lui ancora non lo sa.”

@SoniaMDahnhardt

Amina Obbed
“Dentro questo nomecognome un pochetto difficile (ve lo concedo) si mescolano l’Italia con la Somalia, la lentezza della bassa con la frenesia milanese, la passione per la scrittura con quella per la comunicazione e il web. E proprio grazie a quest’ultima “mescolanza” sono approdata su Palestra Writers, crocevia di esperienze, impressioni e passioni su web writing e dintorni, nonché occasione unica per apprendere e condividere: “l’unione fa la forza”, per noi, non è solo una frase fatta.” Se vuoi, ci vediamo su Twitter @AminaSetteNove

Elisa Gattamorta
“Nasce in libreria, non sa ancora se preferisce scrivere o leggere. Intanto fa la copy&web writer.”
@ElisaGatt 



Oltre a questa carovana di gnocche e bravissime amiche, tanti altri appassionati di scrittura sul web orbitano intorno a Palestra Writers. Tra loro, la simpaticissima e bravissima Roberta Zanelladi Copywriter Input Blog, la dolce Daniela Montieri di Un posto al copy  e il saggio Riccardo Esposito di My Social Web.
E poi ci sono io,  la vostra friendly and lovely Web zia, Zia Cin!
Se ci volete raggiungere, fischiate!
                                                                                         

Seo. Ti ho venduto l’anima?

Attenzione: contiene verità scomode.
Diciamolo dai e finiamola con questo buonismo. Il SEO (Search Engine Optimization, insieme di regole di scrittura sul web utilizzate per posizionarsi al meglio agli occhi dei motori di ricerca), ci darà pure da mangiare e sì, sarà d’aiuto per gli associati alla “Logorroici anonimi”, costretti a rivedere i propri standard in merito a numeri di parole, succo del discorso e formattazione della propria performance di scrittura. Però, però. Lasciatemi rafforzare il concetto con un doppio però.


Il discorso è che il Seo dapprima lo circuisci, gli ammicchi, lo avvicini e infine ci prendi confidenza. Ed è proprio quando hai imparato a conoscerlo che, puff, lui cambia. Embeh no. C’è un limite a tutto. Anche perché sono una donna, non si è mai visto che debba rincorrerti io! 
Ma a questo potevamo pure abituarci – i tempi cambiano – dicono. I problemi più gravi (che potrebbero diventare una piaga) sono altri.
1)    Il problema più vecchio del mondo: l’Omologazione.  Ma se un argomento, per brillare agli occhi di Mr. Google, deve: essere sviluppato in tot parole; contenere le keywords un tot di volte (di più, di più) (no così sono troppe) (beh ora non fare il tirchio con le keywords che non le paghi); singhiozzare in paragrafi, ma al contempo scivolare come l’olio per affabilità e chiarezza… me lo volete dire come si fa a non rimbambire come Lino Banfi in “Vieni avanti Cretino”??? E poi, metafore colte a parte, questi contenuti non finiranno per assomigliarsi un po’ tutti? Ed è li che arriva il ghigno del motore di ricerca. Stronzetto lui. Sì, perché mentre tu ti affanni nel seguire le regole, cercando di rendere una notizia a modo tuo, ma rispettando il suo schema maledetto della brevità e semplicità,  lui inarca le sopracciglia e inizia a tirare su il naso e l’indice, per poi sventolare quest’ultimo lentamente, da destra verso sinistra, ricordandoti che, i contenuti duplicati, lui li evita. Quindi come in fisica (credo): due forze uguali si annullano.
2)   Secondo problema. Tu ci hai messo tutta la personalità che potevi e la tua strategia, tutto il sudore della fronte e l’olio di gomito che sei riuscito a produrre (praticamente sei zuppo), ma non è servito. Ed è in quel momento che ti accorgi che hai venduto l’anima al SEO. La tua creatività è stata strangolata. Lentamente, giorno dopo giorno, senza che te ne rendessi conto. Come in un film della tua vita che scorre davanti agli occhi, mentre sudi freddo, ti vengono in mente tutte le azioni più bieche che hai compiuto per dare retta al SEO. Come quella volta che hai cercato su Google Trends l’ espressione più digitata e, pur essendo altamente porno, l’ hai utilizzata, con la scusa di essere un copy, per il tuo titolo sul post di argomento “Cibo” . E pensi: che stupido sono stato a piegarmi alla logica meccanica, all’ ingegneria, al calcolo subdolo. Un incubo, sembra di rivivere Io Robot e tu non hai di certo il fascino di Will Smith. Ma possibile che, preso dalla mania delle visualizzazioni e del Seo, mi sono dimenticato di cosa amo parlare, come amo farlo e soprattutto da dove vengo? Perché noi italiani veniamo dagli endecasillabi, dall’ Accademia della Crusca, veniamo dal “La donzelletta che vien dalla campagna, in sul calar del sole…” e lei, aveva in mano solo un fascio d’erba, non una calcolatrice o un grafico cartesiano.
Il succo è questo: al Seo, ora come ora, non possiamo (purtroppo) rinunciare. Ma bisogna usarlo, come ogni cosa, con moderazione. Senza dimenticare chi siamo e perché scriviamo.
Del resto il calamaio è già andato e la penna pure, ma ci vogliamo far togliere dalle macchine il piacere di un climax, di una similitudine, di un sano ossimoro???!!! 
Ci vogliamo far privare del gusto di ascoltare la dolce melodia delle parole per ridurre tutto ad un elenco puntato, ad un paragrafo di frasi brevi e chiare???!!!
Ed infine, secondo voi, quante volte ho inserito la parola Seo in questo post? ;D  Forse troppe, ma per questa volta…
Sempre occupata in un conflitto interiore, la vostra Zia Cin